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Rapporti 350/2021

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Academic year: 2023

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Lorenzo Ciccarese (ISPRA, Dipartimento per il Monitoraggio e la Tutela dell'Ambiente e per la Conservazione della Biodiversità), Capitolo 1. Valerio Silli (ISPRA, Dipartimento per il Monitoraggio e la Tutela dell'Ambiente e per la Conservazione della Biodiversità), Capitolo 1.

IL SERVIZIO ECO SISTEMICO DELL’IMPOLLINAZIONE

  • Non solo api ma anche bombi, sirfidi, osmie e altri apoidei selvatici
  • Il modus operandi degli impollinatori
  • Il bacino del Mediterraneo e la sua ricchezza di specie vegetali ed impollinatori
  • Principali effetti dei cambiamenti climatici sul servizio di impollinazione
  • Contaminazione ambientale e minacce per gli apoidei
  • Ruolo dell'agricoltura biologica ed ecosostenibile per la tutela degli ecosistemi e la sicurezza

Le relazioni pianta-impollinatore rappresentano un servizio ecosistemico essenziale il cui valore è difficile da quantificare (Kearns et al., 1998). In uno studio condotto nel sud della Spagna, solo il 35% delle 122 specie vegetali esaminate erano considerate nettarifere (Herrera et al., 1985).

Figura 1.1 - I nove obiettivi fissati dalla PAC post 2020 (COM 2018 392 final, articolo 6)
Figura 1.1 - I nove obiettivi fissati dalla PAC post 2020 (COM 2018 392 final, articolo 6)

FLORA ENTOMOGAMA SPONTANEA, ARBOREA, ARBUSTIVA ED ERBACEA

La simbiosi mutualistica tra piante ed insetti

  • Evoluzione dell’entomogamia
  • Ruolo ecologico dei wildflowers negli ecosistemi
  • Efficienza della biodiversità della fauna impollinatrice

È il caso del papavero (Figura 2.3) che, in assenza della visita degli impollinatori, solitamente costituiti da api mellifere, api solitarie e bombi, non è in grado di sviluppare semi. In pratica, l'attività di questi insetti è per lo più negativa per una data specie vegetale poiché la maggior parte del polline viene utilizzata direttamente come cibo (Figura 2.11).

Figura 2.3 - Stami di Papaver rhoeas in  grado di produrre una grande quantità di  polline però non in grado di essere fertile  sugli stigmi della stessa pianta (Foto  Benvenuti)
Figura 2.3 - Stami di Papaver rhoeas in grado di produrre una grande quantità di polline però non in grado di essere fertile sugli stigmi della stessa pianta (Foto Benvenuti)

La biologia florale e riproduttiva delle piante erbacee entomogame

  • Sessualità nei wildflowers
  • Dicogamia in specie entomogame
  • Foto-periodismo
  • Termo-periodismo
  • Apomissia
  • Riproduzione vegetativa da tessuti delle infiorescenze
  • Wildflowers geofite

Un altro esempio di specie a giorno corto è l'Helianthus tuberosus (Figura 2.21), un'asteraceae caratterizzata dalla tipica fioritura tardo estiva. Tra le specie annuali microterme possiamo annoverare, ad esempio, Viola tricolor (Figura 2.22), Papaver rhoeas e Nigella damascena.

Figura 2.15 - Fiore di Campanula medium  come esempio di proterandria in
Figura 2.15 - Fiore di Campanula medium come esempio di proterandria in

Strategie di attrattività dei fiori nei confronti degli insetti

  • Colori
  • Forme
  • Polline
  • Nettare
  • Profumi
  • Calore
  • Risposta al ronzio

Questa conformazione è chiaramente visibile nei fiori di Cerinthe major (Figura 2.32) con un'apparente selettività di input per gli impollinatori. Sia in questo che nel precedente esempio, la simmetria bilaterale è chiaramente visibile (Figura 2.34).

Figura 2.32 - Corolla  gamopetala (petali saldati) di  Cerinthe maior (Foto Benvenuti)
Figura 2.32 - Corolla gamopetala (petali saldati) di Cerinthe maior (Foto Benvenuti)

Attraenti primari e secondari delle piante entomogame con speciale riferimento ad api ed altri

  • Gli attraenti primari e secondari
  • Il polline
  • Il nettare
    • Gli effetti del cambiamento climatico sulla produzione di nettare e sull’interazione pianta-insetto 40

In quest’ultimo caso non è ancora noto il meccanismo fisiologico che induce la produzione di calore quando la temperatura dell’aria diminuisce (Van der Kooi, 2016). Un numero crescente di studi dimostra che il nettare ha un ruolo biologico che va oltre la semplice produzione di una secrezione per gli impollinatori, ma è un mezzo attraverso il quale la pianta "manipola" il comportamento degli impollinatori e aumenta l'efficienza dell'impollinazione. (Nepi et al., 2018).

Figura 2.42 - Apis mellifera in attività su un’
Figura 2.42 - Apis mellifera in attività su un’

Specie mellifere arboree ed arbustive spontanee di ambienti mediterranei

  • Tipi di attraenti primari per le api negli alberi ed arbusti dell’ambiente mediterraneo

Tuttavia, alcune specie comunemente considerate impollinate anemofile (ad esempio Pistacia lentiscus, Phyllirea latifolia, Cupressus sempervirens) e varie specie appartenenti ai generi Quercus, Pinus, Salix sono spesso visitate dagli insetti per il polline (Petanidou e Vokou, 1990; Aaron) . e Wilcock, 1994) durante i periodi in cui altre risorse alimentari più adatte per le api sono scarse. Questa esigenza può portare le api a rivolgersi a piante tipicamente anemofile, con fiori piccoli e poco attraenti ma abbondante polline.

Tabella 2.1 - Tabella riassuntiva delle specie arbustive ed arboree autoctone, alloctone coltivate ed ornamentali  che contribuiscono alla flora mellifera delle regioni del bacino mediterraneo (tratto da Dafni e O’Toole, 1994;
Tabella 2.1 - Tabella riassuntiva delle specie arbustive ed arboree autoctone, alloctone coltivate ed ornamentali che contribuiscono alla flora mellifera delle regioni del bacino mediterraneo (tratto da Dafni e O’Toole, 1994;

Il ruolo delle fitocenosi erbacee nella conservazione dell’entomofauna

  • Il ruolo dei fiori spontanei nel paesaggio rurale: biodiversità come terapia del benessere
  • Flora entomogama: strategie di dormienza, ecologia di germinazione, ed accumulo di soil seed banks
    • Peculiarità della flora entomogama
    • Strategie di dormienza dei semi, ecofisiologia della germinazione, formazione di soil seed banks . 52

L'uomo era a diretto contatto con la natura ed era evidente la consapevolezza di far parte dell'ecosistema. COMBINAZIONI DI DORMENZA ENDOGENA MORFO-. sviluppo incompleto dell'embrione in combinazione con meccanismi fisiologici di inibizione della germinazione). I semi possono indurre la dormienza con le basse temperature (Saatkamp et al., 2011), ma le alte temperature estive consentono la germinazione autunnale.

È causata dalla resistenza meccanica dei tubuli seminiferi o di parti del frutto alla crescita dell'embrione (Figura 2.58). Creare piante da fiore spontaneo in contesti urbanizzati va nella direzione di arricchire la componente biotica, animale e vegetale dell'ambiente urbano.

Figura 2.47 - Ambiente cementificato tipico  dell’antropocene: esperienze con la natura  come nuova patologia dell’uomo moderno?
Figura 2.47 - Ambiente cementificato tipico dell’antropocene: esperienze con la natura come nuova patologia dell’uomo moderno?

Produzione di seme di specie erbacee spontanee autoctone

  • Raccolta del seme in ambienti naturali
  • Individuazione delle aree di raccolta
  • Riconoscimento del momento della maturazione
  • Riconoscimento del seme
  • Metodi di raccolta
  • Campionamento della popolazione
  • Pulizia del seme raccolto a mano
  • Semina di seme raccolto a mano in ambienti naturali
  • Concimazioni
  • Raccolta del seme da apposite coltivazioni di specie
  • Essicazione
  • Pulizia
  • Conservazione
  • Il materiale di propagazione: differenze tra specie selvatiche e varietà selezionate
    • Provenienza della semente
    • Utilizzo del seme

Il primo passo è asciugare il materiale raccolto per massimizzare il rilascio dei semi. Di solito è eccessivo per le specie selvatiche che spesso rispondono in modo molto negativo a questo apporto di nutrienti, spesso con perdite totali sia della produzione di semi che delle piante stesse. La ragione principale è che le specie selvatiche mostrano sempre un certo grado di discrepanza tra gli individui e un certo grado di variabilità nella maturazione dei semi.

La raccolta manuale fornisce una maggiore qualità dei semi, ma su scala più ampia ciò implica la necessità di una raccolta giornaliera. Una delle difficoltà che si incontrano nella pulitura del seme è il fatto che spesso non vi è uniformità di forma e dimensione all'interno di una stessa specie.

Figura 2.63 - Germinazione in contenitori di semi di  Daucus carota L. (Foto SemeNostrum)
Figura 2.63 - Germinazione in contenitori di semi di Daucus carota L. (Foto SemeNostrum)

Salvaguardia e diffusione di specie spontanee, conservazione del loro germoplasma

  • Conservare il germoplasma in situ ed ex situ
  • Banche del germoplasma e reti di banche
    • La conservazione del germoplasma di piante non coltivate

La conservazione ex situ delle risorse genetiche vegetali implica l'esistenza di specifiche strutture con ambienti controllati destinati a tale scopo, che prendono il nome di banche del germoplasma (banche dei geni nella terminologia inglese). Le prime banche di germoplasma per la conservazione ex situ furono destinate a specie di interesse alimentare, da sempre di interesse prioritario. Data l’importanza mondiale di alcune colture, esistono banche del germoplasma interamente dedicate ad una singola specie.

-related germination behavior and emergence phenology in the woodland geophyte Anemone ranunculoides L. The influence of sown edge strips, management and boundary structure on herbaceous field edge vegetation in two neighboring farms in southern England. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America Caffeine in flower nectar improves a pollinator's reward memory.

Figura  2.71 – Ambienti per la conservazione di semi della  Banca del germoplasma del Trentino,  Museo delle  Scienze di Trento MUSE (Foto C
Figura 2.71 – Ambienti per la conservazione di semi della Banca del germoplasma del Trentino, Museo delle Scienze di Trento MUSE (Foto C

GESTIONE DEGLI ECOSISTEMI E CONSERVAZIONE DEGLI HABITAT SEMI-

Strategie per la diffusione di specie floristiche e di nicchie per gli apoidei nel miglioramento

In generale, l'abbondanza di fiori di una singola tipologia agricola, anche se visitata dalle api, può favorire lo sviluppo di colonie di apoidea selvatici solo se il paesaggio comprende habitat seminaturali che forniscono foraggio sufficiente nei periodi in cui non avviene la raccolta non . in fiore (Herrmann et al., 2007, Knight et al., 2009, Westphal et al., 2009) e, a seconda della biologia della specie, anche habitat favorevoli alla nidificazione (Carreck e Williams, 2002; Kremen et al. al., 2004; Heard et al., 2007). Tuttavia è relativamente facile, tenendo conto delle regole elementari dell'ecologia vegetale, migliorare anche ambienti strutturalmente poveri di risorse come quelle artificiali, attraverso la creazione e il mantenimento di habitat significativi dal punto di vista floristico, capaci di ospitare insetti utili piante di supporto, attività agricole (Long et al., 1998; Kells, Holland e Goulson, 2001; Sheffield et al., 2008). Adeguati programmi di ripristino ambientale possono fornire il massimo sostegno agli Apoidea in paesaggi semplificati come quelli a matrice agricola intensiva o urbana, con l'aggiunta del valore paesaggistico rappresentato dai fiori (Scheper et al., 2013).

Nonostante l’elevata abbondanza di api, un’intera comunità di visitatori dei fiori è più efficiente nei servizi di impollinazione rispetto alle singole specie generaliste (Klein et al., 2003; Greenleaf e Kremen, 2006). Quale importante strumento per identificare le situazioni di emergenza in cui le specie sono in pericolo di estinzione, è stata recentemente pubblicata la Lista Rossa italiana degli Apoidea (Quaranta et al., 2018), evidenziando la necessità di ulteriori studi per valutare i livelli di rischio e le caratteristiche ecologiche di specifiche forme di valutazione fiscale. .

Tabella 3.1 - Progetti Nazionali a favore degli Apoidei nell’Unione Europea  (Underwood et al., 2020, con  aggiornamenti)
Tabella 3.1 - Progetti Nazionali a favore degli Apoidei nell’Unione Europea (Underwood et al., 2020, con aggiornamenti)

Specie floristiche legnose spontanee e coltivate di interesse apistico e decoro urbano

Cavolo (Brassica . oleracea) Maart-Apr *** *** Andrena agilissima, Andrena distinguenda, Andrena flavipes, Andrena tscheki, Halictus gevlekte, Xylocopa violacea. Andrena aeneiventris, Andrena agilissima, Andrena onderskeibaar, Andrena flavipes, Andrena schmiedeknechti, Andrena ventricosa Andrena tscheki, Xylocopa violacea. Boontjie (Vicia faba) Mar-Giu *** *** Andrena lathyri, Bombus, Lasioglossum, Osmia, Melitta, Xylocopa violacea. Feniculum vulgare) Giu-Ott ** * Andrena-roos, Andrena aeneiventris, Andrena ventricosa, Halictus maculatus, Halictus subauratus, Xylocopa violacea.

Leek (Alium prei) Apr-Jiu ** * Andrena minutula, Andrena ovatula, Halictus gespot Prugno of sino. Prunus domestica) March-Aprilis *** *** Xylocopa violacea.

Tabella 3.3 - Funzionalità di specie arboree ornamentali e autoctone per l’alimentazione degli apoidei, habitat  e zona climatica di riferimento (interesse *** molto alto, ** medio, * scarso)
Tabella 3.3 - Funzionalità di specie arboree ornamentali e autoctone per l’alimentazione degli apoidei, habitat e zona climatica di riferimento (interesse *** molto alto, ** medio, * scarso)

Impollinatori, gestione ecologica degli ambienti antropici e naturali e salvaguardia della

Danesch Anthophoridae: Eucera rufosa Boschi, pletter fra middelhavsgarrigue. amp; Devillers Andrenidae: Andrena fulvata Garighe fra middelhavskrat. Anthophoridae: Eucera algira, Eucera oraniensis, Eucera collaris, Eucera grisea, Eucera longicornis, Eucera nigrescens continental, Eucera nigrilabis, Eucera notata, Eucera spatulata, Eucera tuberculata, Eucera enke. Andrena thoracica Steppe, græsgange fra middelhavsgarrigue. amp; E. Danesch) Paulus Anthophoridae: Eucera clypeata Macchie, garighe fra middelhavsprærien.

Andrenidae: Andrena flavipes, Andrena bicolor, Andrena cinerea, Andrena clypella, Andrena humilis, Andrena maculipes, Andrena nigronea, Andrena nigroolivacea, Andrena ovatula, Andrena Del Prete Anthophoridae: Eucera graeca Garighe e macchie mediterranea. oxyrrhynchos Anthophoridae: Eucera graeca Steppe, garighe e macchie mediterranea Ophrys pallida Raf.

Figura 3.5 – Femmina di Megachile parietina su  Phlomis (Foto Wikipedia Commons).
Figura 3.5 – Femmina di Megachile parietina su Phlomis (Foto Wikipedia Commons).

CORRIDOI ECOLOGICI URBANI. UN MODELLO DI PROGETTAZIONE

Città sostenibili

  • Quali obiettivi
  • Cambiare paradigma
  • A chi spetta il compito di rigenerare
  • Gli impollinatori
  • La perdita di impollinatori
  • Gli impollinatori e le città

Un approccio olistico relativo agli impollinatori può aprire una valutazione dell’impatto delle nostre azioni sul pianeta e, soprattutto, l’opportunità per nuove città sostenibili. Il ripristino ambientale è un “lavoro” di cui sono responsabili tutti gli abitanti dell'ecosistema urbano e rurale, siano essi alberi, uccelli, impollinatori, micromammiferi, rettili, anfibi e esseri umani. Il programma “Uomo e Biosfera” (MAB) è un esempio di utilizzo e condivisione razionale e sostenibile delle risorse della biosfera.

I primi ambiti di applicazione di questa combinazione sono i settori energetico e high-tech. Nel 2018 il Comitato italiano IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, ha redatto per conto del Ministero dell’Ambiente la Lista Rossa IUCN delle api italiane minacciate.

Figura 4.1 - Impatto positivo o negativo di urban drivers nelle interazioni  pianta-insetto insetto (da Harrison e Winfree, 2015)
Figura 4.1 - Impatto positivo o negativo di urban drivers nelle interazioni pianta-insetto insetto (da Harrison e Winfree, 2015)

Un modello possibile: Corridoi Ecologici Urbani

  • Prendere coscienza dell’esistente
  • Bio-monitoraggio con le api
  • Creare biodiversità funzionale
  • Il verde pubblico
  • Azioni per la tutela degli impollinatori
  • Il prototipo Corridoi Ecologici Urbani
  • Un caso: Torino

Ridurre l'uso di pesticidi, evitare trattamenti preventivi ed evitare l'uso di pesticidi persistenti sono le azioni chiave del programma ecologico "Impollinatori". Per questo motivo l'attenzione dell'Unione Europea deve spostarsi dalle poche specie di api allevate dall'uomo a tutti gli insetti impollinatori. Attualmente sono attivati ​​17 box di cui 4 ad orto e su parte della copertura del fabbricato.

Sperimentazione dell’efficacia del Piano d’Azione Nazionale Misure per l’Uso Sostenibile dei Prodotti Fitosanitari (PAN) per la tutela della biodiversità. Metodologia utilizzata nei programmi di monitoraggio dei pesticidi con le api", Atti del Convegno "Biomonitoraggio della qualità dell'aria nel territorio nazionale", pp.

Figura 4.3 – Corridoio di tigli a Torino: Tilia cordata, T. latifolia, T. hybrida. Fioritura in giugno
Figura 4.3 – Corridoio di tigli a Torino: Tilia cordata, T. latifolia, T. hybrida. Fioritura in giugno

PRODOTTI DELL’ALVEARE E BENESSERE PSICO-FISICO

Curarsi con le api ovvero apiterapia

  • I prodotti dell’alveare usati in apiterapia: l’importanza della loro qualità
  • Apinutrition
    • Miele
    • Propoli
    • Polline
    • Cera
    • Pane d’api
  • Apipuntura
  • Apicosmesi
  • Respirare l’aria dell’alveare: gli apiari del benessere

Il miele è uno dei prodotti dell'alveare più utilizzati in apicocosmetica per le sue proprietà lenitive e nutrienti ed è presente anche nella composizione di molti cosmetici in commercio. Il suono emesso dalle api ha un potente potere comunicativo che si esprime principalmente nell'arnia tra i diversi componenti della colonia per dare informazioni e comandi. Ascoltare e respirare il microclima dell'alveare è un'esperienza di benessere che si sta diffondendo anche in Italia grazie al lavoro dell'Associazione Italiana Apiterapia.

L'aria dell'alveare è quindi balsamica, fluida, spasmolitica, antibatterica, decongestionante e adatta alla cura dell'asma. In Italia sono diversi gli apicoltori associati all'Associazione Italiana Apiterapia che dispongono di api benessere, cioè strutture che prevedono l'installazione di arnie vicino ad una casetta in legno e permettono di godere dei profumi e dei suoni dell'arnia.

Figura 5.2 - Fiori di Leptospermum scoparium (manuka). (Foto Josh Jackson – IMG_2810.JPG, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3941871)
Figura 5.2 - Fiori di Leptospermum scoparium (manuka). (Foto Josh Jackson – IMG_2810.JPG, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3941871)

Apipetdidattica

Nel Parco Nazionale di Plitvice (Croazia), alcune agenzie turistiche propongono pacchetti che includono visite ad apicoltori dotati di arnie benessere per beneficiare dei profumi dell'alveare (inalazione dell'aria dell'alveare). Questa attività potrebbe essere facilmente diffusa anche in Italia grazie agli apicoltori associati all'Associazione Italiana Apiterapia, che possiedono apiari del benessere. Apiari assistenziali a Ripacandida (PZ) (Foto http://www.apiterapiaitalia.com/) Figura 5.7 – Apiari assistenziali in varie località italiane.

In questo senso le api del benessere di cui sopra sono validi strumenti di lavoro perché consentono la massima percezione dell'attività dell'alveare, ma esistono comunque molte alternative come piccole arnie didattiche o anche, si può lavorare fuori dall'azienda (scuole, biblioteche, ecc.) e senza la presenza di api. Giornale di chirurgia e medicina d'urgenza 2(1). http://www.imedpub.com/articles/food-bee-honey-versus-conventional-antiseptic-in-local- management-of-acute-infected-wounds.pdf.

SCHEDE DESCRITTIVE DI ALCUNE SPECIE MEDITERRANEE

Banca dei semi del suolo: i semi di questa specie tendono a formare banche dei semi persistenti nel terreno. Banca dei semi del terreno: i semi di questo tipo rimangono nel terreno per poco tempo (meno di un anno). Banca dei semi nel terreno: i semi rimangono vitali nel terreno (fino a 10 anni) e formano banche persistenti.

Banca dei semi nel suolo: La persistenza dei semi di Scabiosa colombari nel suolo sembra essere breve. Banca dei semi macinati: i semi di questa specie formano banche dei semi macinati con persistenza di almeno 2 anni, senza perdere buone caratteristiche qualitative.

MIELI MONOFLORALI E MILLEFIORI: CARATTERISTICHE,

Il miele di tarassaco delle Dolomiti Bellunesi è compreso nell'omonima DOP mentre in Friuli è riconosciuto il miele friulano di tarassaco PAT. PAT Miele di acacia toscano Robinia (Robinia pseudoacacia) PAT toscano Acacia, timo, miele. PAT Miele di castagno (Sardegna) Castagno (Castanea sativa) Sardegna PAT Miele di castagno calabrese Castagno (Castanea sativa) Calabria PAT Miele di castagno toscano Castagno (Castanea sativa) Toscana.

PAT Miele friulano di Amorpha Amorpha (Amorpha fruticosa) Aree pianeggianti e collinari delle province di Udine, Gorizia, Pordenone. Rhododendron ferrugineum) Alpi e Prealpi Carniche e Giulie PAT Miele di tarassaco friulano Tarassaco (Taraxacum officinale) Province Udine, Gorizia,.

Tabella 1 - Mieli a bassa o media intensità gusto olfattiva
Tabella 1 - Mieli a bassa o media intensità gusto olfattiva

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Figura 1.1 - I nove obiettivi fissati dalla PAC post 2020 (COM 2018 392 final, articolo 6)
Figura 2.9 - Fiore di Dianthus cartusianorum  tipicamente impollinato da lepidotteri (Foto  Benvenuti)
Figura 2.25 - Infiorescenza di Lilium  bulbiferum wildflower dai fiori molto  appariscenti tipicamente propagata  vegetativamente mediante i suoi bulbi  (Foto Benvenuti)
Figura 2.26 - Gladiolus italicum  wildflower bulbosa di indubbio  impatto estetico (Foto Benvenuti)
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Referências

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