Durante alguns dias deste mês pudemos acolher o padre Tobias, o padre Pedro Louro, o padre André e o nosso amigo Tito Abraão, leigo missionário em Moçambique.
SETEMBRO
Já com toda a comunidade reunida, pudemos celebrar no dia 6 os aniversários do mês anterior com um bom almoço preparado pela nossa empregada Marina. Normalmente costumamos convidar todos os nossos confrades da zona sul. Mas desta vez, porque a maioria ainda não se encontra nas suas comunidades, e também porque a empregada Celeste está de férias, limitámo-nos aos da casa. Veio só o padre André que estava de passagem. A partir do dia 11, foi a saúde do padre Herculano que mais nos pediu atenção e cuidados. O padre Eugénio juntamente com o irmão Carlos acompanhou-o
até à Casa de Saúde da Idanha (Belas) para uma consulta médica. Acabou por ficar internado nessa unidade de saúde, assistida pelas Irmãs Hospitaleiras do Coração de Jesus.
As nossas quatro comunidades da zona sul encarregar-se-ão, por turno, de o visitar para que a sua permanência seja mais aliviada.
No dia 14 acolhemos nos nossos espaços um grupo de 42 Amigos dos Missionários da Consolata, acompanhados pelo padre Luís Tomás. Celebraram a Eucaristia e foram logo depois saciados com uma boa merenda à base de creme de feijão de manteiga, frango, queijo, rissóis, bolachas, diospiros e chá. Tudo bem preparado pela empregada Celeste. O grupo ficou supercontente com tudo o que preparámos num bom espírito de bem acolher que não queremos perder.
No dia 16 o padre Darci foi para as termas das Caldas da Felgueira, onde todos os anos tem prestado o serviço de capelania, recebendo como paga os tratamentos e o alojamento completo no Grande Hotel a quem pertence essa unidade termal.
A comunidade participou na totalidade na assembleia de 18 e 19 em Fátima, com exclusão do padre Darci que, por compromissos assumidos só pôde participar numa manhã.
M
ongolia
MONGOLIA
ULAANBAATAR
Nusquam habent manentem civitatem, sed futuram ignorant.
(In nessun luogo hanno una città stabile, e neppure sanno dove l’avranno domani). Così iniziava la descrizione degli usi e costumi dei Mongoli nel diario di viaggio di Guglielmo di Rubruk verso l’allora capitale dei “Tartari” Kharakhorum. Ma questo si scriveva nel lontano 1253. Oggi chi arriva a Ulaanbaatar, ultima meta del contemporaneo nomadismo interno dei Mongoli, si trova immerso in una città che ha tutte le caratteristiche di una moderna capitale. Così questa società Mongola, quasi sonnolenta fino a 20-25 anni fa, oggi si è improvvisamente risvegliata con ritmi di vita non più dettati solo da tempi stagionali ma dalla velocità degli scambi commerciali, le fluttuazioni dei mercati e degli investimenti, il valore del dollaro, il saliscendi delle borse, la veloce connettività dei media… È chiaro che una rivoluzione economica di queste dimensioni è origine di nuovi modelli culturali e sociali che tendono ad alterare uno schema tradizionale che è durato nel tempo. Quindi si ripropone qui, come nel sud-est asiatico qualche anno fa, il dilemma di come armonizzare il bello di una tradizione che ha tenuto insieme una società per secoli con la invasiva potenza dei mezzi della modernità e del mercato. È questo un problema eminentemente culturale e di progettazione sociale che anche la Mongolia dovrà risolvere negli anni a venire.
Nella capitale mongola siamo presenti dal 2003. La città rimane un punto di riferimento per l’apprendimento iniziale della lingua e il primo inserimento nella realtà del Paese, oltre che una base per chi opera nella campagna. Offriamo il nostro servizio alla Chiesa locale, sia presso
la Prefettura Apostolica (uffici, commissioni) sia come supporto alle parrocchie e alle altre istituzioni cattoliche.
Siamo anche presenti nella periferia nord della città, in una zona molto popolata e in gran parte ancora esclusa dallo sviluppo. Il nostro vorrebbe essere un inserimento nella realtà più problematica, cercando di portare consolazione e speranza. Siamo allo studio di un progetto globale che dovrebbe prendere forma nel 2016.
M
ongolia
ARVAIHEER
Arvaiheer e’ il capoluogo della regione (aimag) di Uvurkhangai, nella parte centro- meridionale della Mongolia. Ci siamo arrivati nel 2006, quando ci volevano 11 ore di fuori strada per raggiungerlo. Qui la Chiesa Cattolica non era mai stata presente. Abbiamo cominciato ad inserirci lentamente, facendo del volontariato e costruendo relazioni con la gente. Dopo l’ottenimento del regolare permesso per lo svolgimento delle nostre attività sociali e religiose (2007) ci e’ stato dato in uso un terreno alla periferia del centro abitato (circa 30.000 abitanti). Quello spazio, allora disabitato e lontano, e’ diventato negli anni un quartiere di nuovi insediamenti, soprattutto per famiglie che arrivano dalla campagna e non trovano posto in zone più centrali. Le attività che oggi portiamo avanti sono nate come risposte a concreti bisogni della gente: il dopo-scuola per i bambini, le docce pubbliche, il progetto di artigianato per le donne, il day care centre e il gruppo per il ricupero di uomini con problemi di alcolismo. La nostra e’ una testimonianza discreta, nel pieno rispetto della sensibilità di chi è abituato ad altri riferimenti religiosi di lunga tradizione. Abbiamo buoni rapporti con il mondo buddhista e con le autorità civili, con cui spesso collaboriamo per progetti ad hoc, per il bene della collettività. Tra questi si è consolidata una cooperazione nel campo sanitario, che ha portato alcune realtà mediche italiane a collaborare con l’ospedale locale. Negli anni alcune persone adulte si sono interessate alla proposta di vita cristiana ed hanno intrapreso un cammino di formazione; oggi sono i protagonisti di una comunità cattolica molto piccola, ma vivace ed attiva sul territorio.
Z
ambujal
ZAMBUJAL
AGOSTO
Costuma ser um mês dedicado a uns dias de descanso para a maioria dos missionários, mas nem sempre é assim. De facto, da nossa comunidade, o padre Geoffrey acompanhou um grupo de jovens, numa experiência missionária, a Massangulo (Moçambique) durante todo o mês. Regressou bastante fatigado, com algum peso a menos, mas muito feliz pelos momentos significativos lá vividos, pelo trabalho feito e, sobretudo, pelo acolhimento das gentes do Niassa. O padre Matias passou todo o mês na sua aldeia (Azinhal) onde, durante uma semana, animando missionariamente a comunidade cristã de Cardigos, ajudou a preparar a
celebração das bodas de prata sacerdotais do padre Pedro Louro, actual secretário-geral do Instituto, natural também do Azinhal. Nos fins de semana colaborou com o pároco que tem ao seu cuidado pastoral 3 paróquias com vários centros de culto.