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la riforma del processo penale fra

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Academic year: 2023

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Da un lato è indice della deliberata incompletezza di una riforma annunciata come innovativa (“il primo codice dell’Italia repubblicana”). 2 Nei primi mesi del 1990, alcuni magistrati della magistratura indipendente (il movimento conservatore dell'Associazione Nazionale Magistrati) organizzarono un movimento per la revisione del nuovo codice di procedura penale, con l'intento dichiarato di trasformarlo in un riforma'. parti ritenute errate e irragionevoli. I conflitti sorti in quel decennio trovarono un relativo punto di arrivo e di risoluzione nella revisione costituzionale delle arti.

FARE RIFERIMENTO al testo della Strafprozeßordnung pubblicato annualmente da Beck (ultima edizione, München, 2013) per comprendere quanto frequenti siano stati gli interventi romantici degli ultimi vent'anni, anche nell'ordinamento tedesco. 46 del 2006 poneva particolari restrizioni al ricorso contro le condanne: ogni dubbio sarebbe poi risolto in favore dell'imputato dal giudice di secondo grado. 20 Inoltre, per non complicare eccessivamente un'esposizione già piuttosto complicata, mi asterrò qui dall'affrontare direttamente il tema dei riti speciali, che tuttavia mi viene spontaneo, poiché parte integrante della struttura strutturale del giudizio.

Considerando l'intimo rapporto che li caratterizza sostanzialmente, essi verranno trattati separatamente in un unico paragrafo.

Correggere la struttura del processo e ottimizzare l’organizzazione del lavoro

Al quarto punto sarà invece dedicata una sezione specifica, perché il tema dei diritti fondamentali (principalmente delle libertà) e della loro tutela nel procedimento penale solleva questioni particolari che trascendono la struttura del processo.

Sono però del parere che la questione vada riaperta dato che queste decisioni si basano su una valutazione molto discutibile (e a mio avviso errata) del principio della soccombenza. 27 La stessa Corte Costituzionale. ha più volte ribadito che "il principio di uguaglianza tra accusa e difesa non implica necessariamente l'identità dei poteri processuali del pubblico ministero e di quelli dell'imputato e del suo difensore". Il potere (che è anche dovere incondizionato ai sensi dell'art. 112 Cost.) di perseguire l'accusa non è intaccato dal divieto di appello.

Il pubblico ministero, sapendo di non poter avvalersi dei rimedi, dovrà impegnarsi per ottenere il massimo dal processo di primo grado, cominciando dallo svolgimento di indagini approfondite. 759, ha riportato con buone argomentazioni le ragioni politico-costituzionali e socio-culturali che raccomandano di vietare alla procura dello Stato l'utilizzo del metodo dell'appello. Si tratterà tuttavia di una differenza ragionevole, poiché sarà legittimo lasciare che l'interesse della difesa dell'imputato abbia la precedenza nel procedimento penale.

Per agevolare la pubblica accusa nello svolgimento di questo difficile compito, si potrebbe considerare un congruo prolungamento dei tempi delle indagini oltre i limiti attualmente segnati dall'art. L'insieme dell'indagine dovrebbe essere seguito anche (e soprattutto) nella direzione di un'adeguata organizzazione della Procura. L'istruttoria, a differenza delle fasi strettamente processuali (udienza preliminare, dibattimento), è caratterizzata dall'indeterminatezza dell'ordo procedimentale.

Come già accennato, la specializzazione dell'attività investigativa, se ben progettata, garantisce buoni risultati in termini di completezza dell'indagine (che qui riveste particolare importanza). Il più importante riguarda il rischio (o timore, o convinzione) che dietro la costituzione di gruppi specializzati si celino scelte di priorità nell'esercizio dell'azione penale, in sostanziale contrasto con l'obbligo previsto dall'art. Il perseguimento dei reati che non richiedono particolari capacità investigative può essere distribuito tra i vari “gruppi specializzati” per garantire il rispetto del relativo obbligo.

Ciò dovrebbe essere sufficiente a dissipare il sospetto che la creazione di squadre investigative ratione materiae favorisca o faciliti – di fatto – decisioni discrezionali nelle forze dell’ordine. Lungi dal mettere a repentaglio il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, una tale misura normativa consentirebbe la massima trasparenza possibile al di sotto.

Se si trattasse di un diritto inviolabile della persona, la sua oppressione a fini repressivi sarebbe giustificata solo sulla base di un atto motivato dell'autorità giudiziaria, sulla base delle condizioni poste dalla legge statale, come previsto dagli artt. Che l'inviolabilità di questo diritto non trovi riscontro nelle costituzioni dell'immediato dopoguerra, ma si sia realizzata solo in tempi recenti, dipende dalla circostanza – già ricordata – che solo la diffusione dei computer ne ha portato ad un rapido ed esteso utilizzo dei dati personali, con tutti i vantaggi e i rischi connessi all’utilizzo delle banche dati per scopi pubblici, compresi quelli investigativi. Anche in questo caso il Bundesverfassungsgericht, tenendo conto dell’impatto delle tecnologie dell’informazione sull’esistenza quotidiana di coloro che le utilizzano, ha riconosciuto nelle pratiche di ricerca online utilizzate dalla polizia una violazione del diritto al libero sviluppo della personalità (2 par. 1 Grundgesetz) 56.

La novità è stata semmai rappresentata dall’emergere delle nuove tecnologie che – a partire dagli anni ’80 del secolo scorso – consentono di raccogliere, archiviare, elaborare e trasmettere volumi di dati personali in tempi così rapidi e in quantità così grandi da costituiscono un pericolo senza precedenti per la personalità e la vita relazionale dell’individuo. 1 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, riconosce e garantisce la dignità umana e i diritti inviolabili e lascia aperto. 85 del 2009, oltre a disciplinare la raccolta forzata di campioni biologici, ha stabilito la creazione di una banca dati nazionale per la conservazione dei profili genetici (art. 5, comma 1 e art. 7 l. cit.) e di un laboratorio centrale per la conservazione di campioni biologici (art. 5, comma 2 e art. 8 l. cit.).

Al fine di garantire anche la necessaria riservatezza delle informazioni personali desumibili da tali esiti dell'attività investigativa, la normativa si fonda su regolamenti attuativi, che avrebbero dovuto essere emanati a metà novembre 2009 (art. 16 l. cit. ). La politica reagisce al bisogno di sicurezza, che contagia ampie fasce dell’opinione pubblica, inasprendo il criterio di idoneità ed eliminando virtualmente il criterio di indispensabilità. Ma nelle sue decisioni sull'art. 275, par. 3, seconda parte, la Corte Costituzionale critica la scelta del legislatore proprio per l'insita “mancanza di motivazione”.

Oltre a documentare un evidente contrasto con il principio di proporzionalità, l'art. 275 pz. 3 nella sua versione attuale ci dà quindi la rappresentazione plastica di un'invasione del potere legislativo nella giurisdizione della magistratura. Nella sua giurisprudenza sull’art. 275, par. 3, la Corte Costituzionale. ferma restando la presunzione assoluta di indispensabilità dell'affidamento solo con riguardo al reato di associazione mafiosa), sul fatto che solo con il “mafioso” si può ragionare. Ciò, tuttavia, non dispensa il legislatore dall'essere più precisi nel specificare le condizioni dell'operazione investigativa, poiché caratterizza le situazioni in cui essa si giustifica anche nei confronti di terzi esterni69.

Anche la disciplina relativa all’acquisizione delle registrazioni telefoniche e informatiche (art. 132 Codice Privacy) andrebbe un po’ adeguata alla stregua del principio di proporzionalità, soprattutto dopo che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha annullato la direttiva del 2006/24 /CE70 su cui si basa questa disciplina. Un altro punto fermo ha carattere spiccatamente procedurale: la limitazione di tali diritti deve avvenire con atto motivato dell'autorità giudiziaria nei casi e nei modi prescritti dalla legge nazionale, che devono entrambi rispettare il principio di proporzionalità.

Rilievi conclusivi

Particolare attenzione dovrebbe essere posta al monitoraggio dei possibili abusi sia della discrezionalità legislativa, favorita dalla tendenza della politica verso forme di populismo criminale, sia della discrezionalità giudiziaria, favorita dall'incertezza legislativa nel creare le condizioni per l'adozione di misure che limitino la libertà di azione. diritto alla libertà. persone. La proposta sopra descritta di avviare un ripensamento del giudizio di secondo grado nasce inizialmente dall'idea di completare la riforma processuale entrata in vigore venticinque anni fa, e al tempo stesso persegue l'obiettivo di razionalizzare lo svolgimento delle il procedimento ordinario di primo grado bilanciando le posizioni dei principali soggetti del procedimento. La scelta di riservare il ricorso in appello solo ai condannati (o agli assolti, non essendovi imputazione) compensa la posizione di indiscussa superiorità di cui gode il pubblico ministero nella fase istruttoria del processo.

Fatta questa scelta, non dovrebbero esserci problemi, anche da parte della professione legale, ad accettare l'idea di una tipizzazione dei motivi di ricorso e di un corrispondente controllo di ammissibilità della loro validità. Né dovrebbero sussistere ostacoli all'accoglimento della proposta di sospensione della prescrizione dopo l'espletamento del procedimento di primo grado. Ciò per rendere più rapida e meno costosa la comunicazione tra i soggetti processuali, e per favorire un monitoraggio continuo dell'andamento di ogni singolo processo, attraverso la digitalizzazione dei fascicoli, già avviata in diversi contesti dei processi civili.

La qualità della giustizia dipende anche dall'aggiornamento delle tecniche di comunicazione interna nelle cause penali. Altrettanto prezioso è il contributo di spunti che possono provenire dalle esperienze dei suddetti osservatori, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti cruciali della comunicazione tra soggetti del processo. Un'altra caratteristica di questo tipo di riforma è che viene risolta quasi esclusivamente a livello nazionale.

Se guardiamo, inoltre, alla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, vediamo che le sentenze pronunciate ai sensi dell'art. Qui l'equilibrio (inteso come equilibrio tra interessi repressivi e diritti di libertà individuale) è insensibile agli assetti definitivi: è destinato a mutare nel tempo, e segue quegli orientamenti e quegli umori dell'opinione pubblica cui spetta la decisione politica di ascoltare. 6 CEDU riguarda principalmente il comportamento individuale dei governi (giudici, pubblici ministeri, polizia).

Nel settore dei diritti fondamentali e della loro tutela processuale assumono sempre più importanza sia le decisioni dei giudici europei che le norme di origine comunitaria.

Referências

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