Introduzione
Capitolo 5: La logistica italiana nel contesto di crisi globale: tra sfruttamento e lotte sindacali 5.1 Logistica italiana: sviluppo e prospettive
5.2 L'insorgere delle lotte e la necessità del sindacato: gli operai si raccontano
5.2.2 La repressione giudiziaria contro il movimento sindacale
Lo sviluppo delle lotte e i risultati ottenuti dal sindacato fanno sì che sempre più lavoratori si avvicinino al SI Cobas, anche esterni al mondo della logistica, come il caso dei lavoratori del modenese attivo nel settore macellazione e produzione salumi, che si rivolgono al sindacato per ottenere l'applicazione del giusto contratto di lavoro visto che a loro è applicato quello della logistica, nonostante siano operai. Per il Si Cobas(2017, pp. 64-5):“Questa anomalia, manco a dirlo, trova la sua unica ragion d'essere nel fatto che, a parità di prestazione lavorativa, la busta paga
<<tabellare>> di un facchino è più leggera di quella di un operaio del comparto alimentare”. Il sindacato si estende progressivamente in molti salumifici, ma sarà quello del gruppo Levoni a determinare i maggiori problemi dal punto di vista giudiziario al sindacato. Qui infatti diversamente da quanto avviene in altri stabilimenti, dopo aver accettato un accordo volto a garantire a tutti i lavoratori perlomeno la totale attuazione del CCNL alimentare, la committenza del gruppo Levoni nel novembre 2016 dispone che sia disdetto l'appalto, giudicando troppo oneroso il compromesso raggiunto. Ripartono gli scioperi252 e la repressione contro il sindacato, che denuncia gli illeciti
252Vedi https://www.infoaut.org/precariato-sociale/macelli-dello-sfruttamento
relativi all'interposizione illecita di manodopera253.
Il modenese è uno dei settori dove si è affermata con più forza quella perversa relazione, descritta nel capitolo precedente di questa tesi, tra cooperative, sindacalismo e sinistra parlamentare.
Per il Si Cobas(p.67):
Il rapporto tra cooperative, sindacalismo confederale e sinistra parlamentare è un meccanismo ben oliato, che vede i singoli attori alimentarsi a vicenda: alle Coop vanno gli appalti[...]; a CGIL-CISL-UIL vanno le tessere sindacali […] nonché il succulento indotto rappresentato da CAF, Pstronati e fondi integrativi; al partito e ai suoi singoli esponenti vanno i voti ma, soprattutto, fiumi di denaro nella campagna elettorale o,appunto, mazzette. Il fatto che il ministro del lavoro all'epoca dei fatti fosse un esponente del mondo della cooperazione non ha potuto far altro che rafforzare questo processo di sostanziale continuità tra mondo della cooperativa e della politica.254 Un mondo quello delle cooperative che, come descritto, si è allontanato sempre di più dal suo carattere mutualistico e sociale, per abbracciare totalmente la logica del profitto. La situazione nel settore carni è talmente grave che anche la stampa più vicina al PD, il quotidiano “La Repubblica” è costretta a darvi notizia. In un'inchiesta del febbraio 2016 vengono mostrate le terribili condizioni di lavoro a cui sono costretti a sottostare gli operai: turni anche di 15 ore con mansioni estremamente ripetitive che rendono molto facili gli infortuni, lo sfruttamento della manodopera irregolare, l'evasione fiscale sulle buste-paga attraverso il sistema che prevede una parte dell'orario di lavoro classificata come trasferta( in realtà mai avvenuta) in modo da non pagare i contributi realmente dovuti255. Di particolare interesse sulla questione degli infortuni nel settore carni è una tabella allegata al volume dei SI Cobas, scritta da Dario Fontana( SI COBAS, 2017).
Egli infatti osserva come sebbene il numero delle denunce per infortunio sul lavoro stia diminuendo, nel settore carni del modenese il dato è il quadruplo della media nazionale.
FONTANA(2017, pp.72-3):
E' legittimo quindi cercare la natura dell'apparente diminuzione in criteri di natura soggettiva come per esempio un aumento del ricatto nel luogo di lavoro. Da notare infatti che, all'interno delle lavorazioni industriali, il settore dell'industria alimentare […] è al secondo posto dopo l'industria tessile per percentuale di lavoro nero secondo le ultime statistiche ISTAT sul tasso di irregolarità(media 2011-4). Dunque oltre alla sottostima strutturale delle denunce di malattia professionale e infortunio[...] si può legittimamente supporre che nel settore carni l'effetto della sottostima sia superiore alla media in un contesto di forte ricatto occupazionale che di certo non favorisce l'emersione dei problemi di salute e sicurezza sul lavoro.
Ma il teorema giudiziario contro il sindacato256 descritto dalla Procura è relativo a un
253Con tale fattispecie di reato si punisce chi abbia un guadagno illecito dal suo collocarsi come intermediario tra il padrone e la forza-lavoro.
254 Cfr.https://www.legacoopmarche.it/articoli/giuliano-poletti-ministro-del-lavoro-e-delle-politiche-sociali3 255 Cfr. https://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/01/18/news/il_mattatoio_dei_diritti-131109609/
256 Cfr. https://www.clap-info.net/2017/01/comunicato-si-cobas-ignobile-canea-mediatica-per-colpire-le-lotte/
tentativo di estorsione( poi rivelatosi come vedremo non sussistente), che il coordinatore dei SI Cobas Aldo Milani avrebbe fatto con un'imprenditore che poi si scoprirà essere un truffatore, Aldo Piccinini. Egli infatti si presenta al dirigente sindacale come amico dei Levoni, con cui c'è da risolvere il problema di 55 licenziati, offrendosi come mediatore. Gli incontri si svolgono in maniera privata, teoricamente per una maggiore sincerità , in pratica come vedremo per tendere una trappola al sindacato. Le richieste sindacali del sindacato sono chiare: reintegro dei lavoratori licenziati, pagamento delle mensilità arretrate. Nei successivi incontri con Piccinini egli propone al sindacato di dilazionare il pagamento in più tranches. Per il Si Cobas(2017, p.76):“Questi passaggi pubblici che vedono il coinvolgimento diretto dei lavoratori smentiscono clamorosamente il teorema della Questura di Modena, secondo cui ci sarebbe stata una trattativa riservata di cui i diretti interessati sono all'oscuro, finalizzata a estorcere denaro ai Levoni”.
Oggetto della supposta estorsione sarebbe il contributo richiesto dal sindacato per avere contribuito a conciliare le parti, una prassi consolidata che fa riferimento ad una piccola cifra (spesso intorno ai 100 euro) che di solito è destinata ad una cassa per i lavoratori licenziati. Secondo il Si Cobas(2017, p.77):“In Tribunale questo elemento è stato contestato dai PM, i quali sostengono che dietro la quota sindacale per le conciliazioni si annidi la cifra dell'estorsione. Se ciò fosse vero, tutte le organizzazioni sindacali e d'Italia e nel mondo sarebbero una sorta di associazioni a delinquere...”. Uno strumento storico del movimento operaio, come è la cassa di resistenza, viene presentato come frutto di un'estorsione, capovolgendone totalmente storia e significato.
Fatto stà che Aldo Milani e Piccinini vengono entrambi arrestati257 con l'accusa di estorsione ai danni dei Levoni, supposte vittime dell'estorsione. I giornali e i mass media hanno buon gioco così a presentare Piccinini come membro del sindacato, ed elemento chiave dell'estorsione, nonostante il sindacato avesse escluso fin da subito che egli appartenesse all'organizzazione.
“Dietro questa sapiente opera di taglia e cuci si materializza quel che i militanti del SI Cobas già notano da tempo ovvero il tentativo di zittire con ogni mezzo una lotta che comincia a mettere i bastoni tra le ruote ai piani alti del potere, istituzionale, padronale e mafioso258”(SI COBAS, 2017, p.80). Non avendo funzionato la repressione violenta ci si gioca la carta della macchina del fango.
La risposta dei lavoratori non si fa attendere, e in poche ore scioperi spontanei attraversano tutta la penisola, essendo coscienti i lavoratori che un attacco fatto al leader della loro organizzazione sindacale sia un attacco fatto a tutti loro. Durante le udienze appare chiaro diverso fosse l'intento tra Milani e Piccinini e che quindi diverso debba essere il loro destino giuridico. La settimana successiva, la prima di febbraio, un grande corteo attraversa la città di Modena per chiedere
257 Cfr. https://ilmanifesto.it/arrestato-aldo-milani-si-cobas-e-una-trappola/
258SI COBAS “Carne da macello”, p. 80.
l'assoluzione di Milani e la fine della persecuzione giuridica contro i SI Cobas, occupando la stazione ferroviaria e bloccando i treni per oltre un'ora259.
La lotta nelle settimane successive continua, così come la repressione, soprattutto visto che il movimento è riuscito ad allargarsi oltre gli stretti confini del modenese e ad allargarsi su tutto il territorio nazionale. Ad aggravare la situazione ci si è messo l'approvazione del pacchetto sicurezza Minniti e Orlando260 che consente misure repressive nei confronti di chi leda “l'ordine costituito”
consentendo di limitare la libertà di quei soggetti, come i movimenti di lotta per la casa o gli stessi facchini, che in qualche modo attentino a tale ordine261.
Fondamentale è stato per il sindacato allargare la rete di solidarietà, coinvolgendo soggetti dell'antagonismo politico e sindacale e pezzi di sindacalismo di base, riuscendo ad aumentare la massa critica e consentendogli di costruire una mobilitazione che ha portato Aldo Milani ad essere assolto da tutte le accuse che gli erano state rivolte262. Per il Si Cobas(2017, pp.86-7):
Come già ricordato, il patrimonio più importante che le lotte nella logistica trasmettono all'intero proletariato italiano e internazionale non riguarda tanto l'aspetto delle singole rivendicazioni sindacal-vertenziali, quanto piuttosto l'indicazione di un metodo e di una pratica di lotta alla classe nel suo insieme. […]. Quel che è certo è che, in questi anni, attorno al protagonismo dei facchini a un primo, embrionale processo di ricomposizione di quasi tutte le lotte più significative presenti nel paese.
Questa unità d'azione è relativa alla coscienza per cui il facchino non è un soggetto unicamente legato al suo ambito lavorativo, quello della logistica, ma è un soggetto inserito in un contesto metropolitano con gli affitti perennemente in crescita, un immigrato perennemente sotto il possibile ricatto del mancato rinnovo del permesso di soggiorno. Tutto ciò ha portato ad una grande manifestazione nazionale il 12 novembre 2016 a Roma263, in cui un corteo di migliaia di facchini, braccianti e militanti del movimento di lotta per la casa hanno manifestato per ottenere maggiori tutele in tema di permessi di soggiorno e sul lavoro, rivendicando anche la fine delle guerre imperialiste che costringono milioni di persone ogni anno all'emigrazione. Contro ad ogni ipotesi di chiusura nazionalistica o di conciliazione di classe, il SI Cobas si propone di (SI COBAS, 2017, p.90) :
rimettere al centro della propria azione il conflitto capitale-lavoro e, a partire da questo, rilanciare un percorso di unità di classe su basi chiaramente anti-capitalistiche.
259 Cfr.
https://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/02/04/news/sindacalista_arrestato_a_modena_operai_si_cobas_occupano_i_
binari-157574287/
260 Cfr. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/02/17/17G00026/sg
261 A tal proposito vedi https://sicobas.org/2021/11/16/contributo-ai-disoccupati-e-alle-disoccupate-del-movimento-7- novembre-tir/e https://dirittipertutti.gnumerica.org/2014/02/14/giu-le-mani-dal-movimento-di-lotta-per-il-diritto- alla-casa-liberta-per-gli-arrestati-presidio-stasera/
262 La sentenza di assoluzione parla di non aver commesso il fatto, vedi a tal proposito
https://sicobas.org/2019/05/14/comunicato-aldo-milani-assolto-per-non-aver-commesso-il-fatto-gli-unici-estorsori- sono-i-padroni/
263 Cfr. https://campagneinlotta.org/roma-12novembre-manifestazione-nazionale-contro-il-regime-di-controllo-della- mobilita-e-contro-lo-sfruttamento/ e https://www.youtube.com/watch?v=hGag7kszAc4
Parafrasando un vecchio slogan della lotta delle donne e del movimento operaio statunitense: << Lottiamo per il pane ma anche per le rose>>, con rivendicando per il proletariato di tutti i paesi non solo il salario ma la vita stessa in tutta la sua pienezza sociale. Più che l'aumento di qualche centinaio di euro in busta paga, è proprio la costruzione e il perseguimento di questa prospettiva di emancipazione e liberazione integrale dei lavoratori e delle lavoratrici dal giogo del capitale, che il movimento dei facchini italiani del SI Cobas ha messo in moto, a far paura ai padroni e ai loro reggicoda negli apparati istituzionali e repressivi dello Stato. È questo il grande compito con cui dovrà misurarsi nel prossimo futuro l'intero movimento di classe italiano e internazionale. Avanti fino alla vittoria!