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134 essi sono stati gli schemi attraverso cui abbiamo avuto accesso alla realtà, aiutandoci a selezionare e dare senso al reale.

135 relazione tra persone e, considerando che le persone formano e orientano le istituzioni, non sarebbe osato affermare che tra i beni relazionali scaturiti si potrebbe elencare fiducia, compassione e costruzione della pace.

● La dimensione meso-sociale non solo nell’ambito associativo delle associazioni che sostengono il sistema minorile, ma anche la considerazione delle Comunità in cui accadono i reati: la sua realtà di povertà e vulnerabilità sociale nella quasi totalità dei casi; ed anche la considerazione dei Settori dentro il Sistema Giudiziario come gli operatori di giustizia riparativa dentro la “Coordenadoria da Infância e Juventude del Tribunal de Justiça de Pernambuco” oppure gli operatori di giustizia riparativa dentro la “Fundação de Atendimento Socioeducativo – FUNASE”

nello Stato di Pernambuco. La relazionalità a livello meso-sociale che si istaura in questi ambienti e origina beni relazionali, genera la tendenza ad una maggiore umanizzazione nelle interazioni tra le persone, siano queste appartenenti alle associazioni che sostengono il sistema minorile oppure membri delle Comunità in cui succedono gli atti delinquenziali. Questa umanizzazione viene espressa attraverso la qualità dei legami stabiliti tra le gli operatori e rappresentanti delle Comunità, ma anche da parte loro con le persone in conflitto con la Legge ed anche con le vittime. Una più sentita empatia e la accoglienza sono certamente da elencare tra i beni relazionali scaturiti, inoltre la collaborazione rispetto la riparazione delle persone coinvolte merita registro.

● La dimensione micro-sociale alla fine non solo nell’ambito dei detenuti, che si è imparato a nominare come “persone in conflitto con la Legge”, ma anche delle varie persone coinvolte o rappresentanti delle numerose realtà avvicinate a partire di questa ricerca92; la conseguente considerazione delle relazioni interpersonali e della centralità di queste stesse dinamiche nel quotidiano del fenomeno studiato, nelle azioni ed interazioni relazionali (Manozzi e Lodigiani, 2015 e Pranis e Boyes-Watson, 2011).

Il livello micro, dimensione in cui la relazionalità accade attraverso azioni ed interazioni in modo significativamente dinamico e ricco, costituisce basicamente la dimensione di cui i livelli Meso e Macro sono espressioni per lo più parziali. Le pratiche

92 Oltre a quelli nominati, professori operatori di pratiche riparative e risoluzione pacifica di conflitti nella scuole medie, contatrici di storie che realizzano il suo mestiere nelle scuole ma anche nelle piazze all’aperto seminando i principi riparativi e la non violenza, giovani e adulti che attuano come attivisti nei

“coletivos” ovvero entità civili e non governative che si occupano di numerose sfide riguardanti l’inclusione sociale e cittadinanza attiva verso una politica più partecipativa.

136 riparative creano spazzi in cui la relazionalità, spesso ridota in questo momento dell’Antropoceno, è agevolata attraverso il dialogo e le pratiche che permettono comunicazione non violenta ed empatia. Questi spazzi relazionali promuovono dialogo, inclusione e riconoscimento reciproco a vari livelli di intensità e con significativa frequenza (Lodigiani, 2018) “riparano” offensore, vittima o vittime, operatori delle pratiche riparative, vari membri delle comunità coinvolte, operatori del potere giudiziario, ecc. Tra i beni relazionali che scaturiscono a livello micro, senz’altro vale indicare: pace, amicizia, gioia, riparazione o stabilimento di legami relazionali segnalali dalla qualità, equilibrio emozionale, empatia, compassione, e non solo.

Il patrimonio di pratiche relazionali dei Popoli Originari, nel caso specifico e non solo, sono state indebolite significativamente dai sempre violenti processi coloniali ed anche dall’avvento e consolidamento di modi di produzione fortemente segnati da ideologie di dominio e sfruttamento, così come strutture economiche irrazionali che non comprendevano né lo sviluppo sostenibile né la necessaria umanizzazione dei processi, il che ha generato livelli fino ad oggi sempre crescenti di corruzione, disuguaglianza e povertà, elementi catalizzatori delle crisi contemporanee, ed in questo studio specifico la crisi dei sistemi penali.

L’insieme dei fattori suddetti hanno intensificato le crisi assieme alla disumanizzazione diffusa in vari livelli che è provocata da numerose cause, e senz’altro uno tra i motivi principali è costituito dalla mercificazione di tutto, dell’illusione del potere (poiché alla fine si muore) e della reificazione delle persone.

Le dimensioni micro-sociale, meso-sociale e macro-sociale, sono diverse in ampiezza, copertura e livelli di istituzionalizzazione, comunque sia, sono tutte dimensioni costituite dalle dinamiche relazionali che si stabilisce tra le persone, e che trova espressioni concrete nella istaurazione di rapporti interpersonali più o meno forti nella dimensione micro-sociale, nella costituzione di legami relazionali collettivi intermedi componendo cosi le comunità ed associazioni a livello meso-sociale, finalmente, il consolidamento di strutture relazionali con importante forza normativa formale nella istituzionalizzazione dei rapporti e siamo nella dimensione macro- sociale. La logica della relazionalità è il tratto comune a tutte le dimensioni che non senza motivo contengono nella nomenclatura che le concettualizza il suffisso “sociale”.

La giustizia riparativa che si concretizza attraverso le pratiche riparative è un fenomeno che a tutti i tre livelli: micro, meso e macro, contiene forte impostazione

137 relazionale. Infatti gli insiemi di regole o leggi, principi normativi relazionali, sorgono e diventano sempre più articolati e molteplici in corrispondenza alla numerosità delle persone che compongono quel dato aggruppamento umano, sia una tribù o una megalopoli. Dalla regola d’oro, possibilmente il più antico principio orientativo delle dinamiche relazionali registrato oralmente e per scritto dai Popoli Originali e nelle società pre-statali, fino alle Costituzioni degli Stati Nazionali contemporanei, la maggior parte dei corpus delle leggi riferisce dinamiche relazionali tra le persone, tra le istituzioni e tra persone e istituzioni.

La letteratura metodologica contemporanea sul case study indica che è l’unico approccio di ricerca capace di cogliere la dinamica di reciproca influenza tra le dimensioni micro-sociale e le macro-strutture (Gobo, 2021) e questa affermazione si presenta importante nel senso in cui la presente ricerca si impegna nel approfondire la conoscenza rispetto il fenomeno delle pratiche riparative che accade a livello micro- sociale: offensore a vittima, e meso-sociale: la tribù o la comunità, e che in momenti successivi si va consolidando in insiemi di principi normativi istituzionali raggiungendo la dimensione macro-sociale.

Il risorgimento recente (a partire dagli anni Settanta del secolo scorso) delle pratiche riparative nelle istituzioni odierne è un fenomeno significativamente nuovo, anche se empiricamente lo costatiamo presente nei Popoli Originari, e richiede dedizione ed approfondimento poiché si mostra importante in modo speciale considerando il contesto attuale di crisi nei sistemi. La natura relazionale della giustizia ripartiva è una realtà istigante, ancor di più quando si constata che a partire della sua logica e delle sua pratiche espressa concretamente un aumento dei livelli di prestazioni istituzionale sino a dare principi di risposta alle crisi dei sistemi penali dove è adoperata.

7.3.1 Beni relazionali e rendimento istituzionale: politiche pubbliche e la revisione dei codici e dei sistemi, verso una democrazia conviviale

Nella prospettiva dello studio sistemico interdisciplinare della complessità del fenomeno nelle sue varie articolazioni, attraverso l’approccio del case study, così come delle connessioni tra la dimensione micro-sociale e quella macro-sociale (Gobbo in Sena, 2021), viene in rilievo la fecondità del rapporto tra teoria e ricerca nell’approccio dello studio di caso, che nello studio di fenomeni complessi parte dalla

138 multidisciplinarietà e genera prospettive altrettanto molteplici che possono contribuire alle confermazioni/costruzioni teoriche (Bhatta, 2018) in vari campi della conoscenza oltre la Sociologia e la Ricerca Sociale.

A mo’ di esempio, il tema dei beni relazionali (Bruni, 2005 e 2006a e 2006b) che ha origine in una prospettiva socio-economica e che si è visto significativamente presente nelle pratiche riparative generando altri beni relazionali e, a partire di questi, connessioni forti tra le persone potenziando il percorso riparativo e, dunque riducendo fortemente gli indici di recidiva nei reati, è apparso come instauratore di relazionalità e, da questo insieme di realtà interconnesse, gli effetti concreti nel quotidiano delle persone promuove cambiamenti nei sistemi legali e nelle strutture penali in numerosi territori, articolazioni e connessioni tra micro e macro (Gobo, 2021), con effetti importanti di generazione di capitale sociale, riduzione dei livelli di corruzione e aumento della performance istituzionale (Putnam, 1997).

Un vero e vivo invito a un approfondimento e prospezione di teoria e pratiche dirompenti, ovvero a partire della complessa operazione di intensificazione dell’accesso ad un’educazione umanizzata verso lo sviluppo sostenibile, la ricostruzione di una cultura di pace tendenzialmente presente nei Popoli Originari, pensare alla teoria che attraverso lo studio di caso sorge dalla giustizia riparativa

“come “forma” capace di recuperare la forza del legame interpersonale quale garanzia di coesione e di sicurezza nella polis […] un modello statuale che ricupera a se stesso ogni individuo per renderlo nuovamente capace di relazione e prossimità con gli altri”

(Manozzi e Lodigiani, 2015).

Una vera “rivoluzione culturale prima ancora che giuridica” (Manozzi e Lodigiani, 2015) che provocherebbe e catalizzerebbe una revisione dei Codici e dei Sistemi verso una democrazia partecipativa e conviviale (Manifesto Convivialista, 2014).

Come affermano Bittar e Almeida (2015, p. 579) commentando il pensiero di Axel Honneth

democracia, afinal, neste sentido, tem a ver com justiça e com liberdade, e onde essas não prosperam, torna-se impossível a realização de padrões de reconhecimento que levam a formas de vida e de integração social niveladas por exigências morais mais amplas.

Essa percepção nos faz ter presente o quanto os padrões amor, direito e solidariedade são determinantes para a vida do indivíduo, e o quanto

139 a sua ausência perturba o espaço do coletivo, com consequências diretas para o convívio social.

Spunti scientificamente ed interdisciplinarmente dirompenti a partire dal rapporto tra teoria e ricerca attraverso l’approccio dello studio di caso, in sintonia con la letteratura più attuale, matura ed articolata.