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Nell’approccio del case study il fenomeno in analisi ha, tra le caratteristiche costitutive, 1) l’attualità e 2) la complessità (Bhatta, 2018). L’investigazione in profondità di realtà cosi poliedriche a partire di un approccio che permette un avvicinamento basato in varie fonti di dati, contiene naturalmente una duplice potenzialità: quella di incrementare teorie esistenti e quella di generare nuove ipotesi.

La scelta di studiare la giustizia riparativa offre una fecondità intellettuale e potenzialità di generare contributi, che riguardano sia le teorie che compongono la cornice concettuale originalmente costituita per l’investigazione, sia gli aspetti metodologici, contribuendo ad una riflessione sull’approccio e sugli strumenti utilizzati.

132 In particolare, a seguito dei risultati raggiunti possono essere effettuate le seguenti considerazioni:

1. La scelta del caso: Nell’ambito del rapporto tra teoria e ricerca, questa fase risulta fondamentale. Infatti, la scelta del caso condiziona tutta la riuscita del progetto di ricerca in quanto può o non può risultare feconda per avanzare nella conoscenza su un particolare problema di ricerca. Nel nostro caso, il presente studio ha richiesto una scelta che considerasse la possibilità di generalizzazione teorica. Sono dunque stati considerati alcuni indicatori relativi al funzionamento della giustizia nel mondo ed in Brasile in particolare, e sulla base di questi la situazione del Pernambuco è risultata mediana. Quanto alla scelta della giustizia ripartiva, la selezione invece del caso nello Stato del Pernambuco è stata effettuata in base a criteri di esemplarità. D’altronde, non tutti gli Stati brasiliani hanno un apparato così sviluppato e capillare di pratiche di giustizia riparativa. Inoltre, la scelta del caso di studi ha anche seguito l’individuazione di alcuni aspetti comuni tra varie culture, come per esempio: 1) la presenza della regola d’oro costatata da numerose ricerche socio-antropologiche e storiche come indicatore di una originaria natura relazionale, e 2) la crisi attuale nei sistemi penali.

2. Costruzione della base empirica: Il case study è un approccio di ricerca che richiede il ricorso di una molteplicità di fonti di informazioni e una pluralità di tecniche di rilevazione e analisi. Secondo l’esperienza maturata in questo percorso di ricerca, possiamo sostenere che anche il ricorso alla ad un approccio mixed-method e alla “triangolazione” (nel senso specificato nel paragrafo 4.3) ha un ruolo essenziale nella attivazione di un percorso circolare e fecondo tra teoria e ricerca. Infatti l’utilizzo di più strategie e tecniche di indagine aiuta ad osservare e analizzare il fenomeno da una molteplicità di sfaccettature diverse. Certamente il quadro che ne emergerà non sarà unitario e sarà probabile che alcuni espetti emergenti tramite una fonte di osservazione non sia congruente con quello emerso tramite altri strumenti. Tuttavia, questo non inficia la robustezza della ricerca; infatti, l’obiettivo non è trovare – come nella metafora della triangolazione classica – “la quadratura del cerchio”, né la “verità”, ma tracciare un quadro il più approfondito possibile e anche più complesso possibile del fenomeno

133 oggetto di studi. Solo questa molteplicità riesce a dare conto del problema attraverso una prospettiva micro, meso e macro, attivando una riflessione sul problema oggetto di indagine e nuove concettualizzazioni. Nel nostro caso fenomeno è stato investigato combinando documenti, dati statistici, interviste in profondità e le varie modalità di osservazioni. La base empirica è stata dunque composita e ha offerto la possibilità di attivare una fertile relazione tra teoria e ricerca: l’analisi documentale e l’uso di dati statistici ha aiutato ad una concettualizzazione macro del fenomeno; le interviste in profondità e le varie modalità di osservazioni hanno invece offerto una prospettiva micro e meso del fenomeno, attivando una riflessione sulle modalità di funzionamento, generazione e attivazione delle relazioni sociali.

3. L’interpretazione: Il caso di studio offre un’analisi approfondita su un oggetto singolo (alcune volte multiplo) in profondità. Il risultato di questo lavoro è spesso un report descrittivo molto dettagliato sul fenomeno in analisi. Proprio per questo, il case study – così come altre tecniche qualitative - è un approccio di ricerca che ha dei rischi e tra questi: rimanere troppo legato alla specificità del fenomeno e non riuscire ad offrire chiavi di lettura utili per situazioni simili in altri contesti storico-culturali. Per questo la fase di interpretazione è fondamentale.

Essa però non interviene solo all’inizio, ma può essere come quel filo rosso che attraversa tutto il percorso di ricerca. In questo senso un ruolo cruciale viene svolto dai concetti sensibilizzanti. Come abbiamo visto nel paragrafo 2.1, i concetti sensibilizzanti sono quei concetti che guidano la ricerca empirica (Blumer 1969). Essi non prescrivono che cosa il ricercatore deve vedere, non catturano la realtà in definizioni chiuse; piuttosto essi possono essere usati come strumenti analitici che aiutano a fornire profondità teorica nelle varie fasi della ricerca: nel corso della fase di raccolta dei dati consentono la selezione della molteplicità; nella fase di interpretazione consentono l’interpretazione dei fenomeni attraverso il continuo confronto con concetti ideal-tipici. Nel nostro studio ci siamo fati guidare da tre concetti sensibilizzanti: i beni relazionali, il dono e l’amore sociale. Essi sono stati considerati “gli occhiali” attraverso cui abbiamo pianificato il disegno della ricerca, immaginato le tracce di intervista e gli schemi di osservazione, e anche analizzato le informazioni In altre parole

134 essi sono stati gli schemi attraverso cui abbiamo avuto accesso alla realtà, aiutandoci a selezionare e dare senso al reale.