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4.6 Le interviste in profondità

4.6.2 La Traccia di Intervista

La traccia di interviste utilizzata per i testimoni privilegiati è stata composta in stretta sintonia con il protocollo operativo di indagine originato dal Progetto di Ricerca.

Un altro aspetto che occorre registrare è il periodo di preparazione della stessa traccia di intervista, realizzato a partire dello studio della letteratura riguardante la giustizia riparativa in prospettiva multidisciplinare (storica e socio-antropologica, ecc.), le pratiche riparative, le determinazioni legislative e Leggi concernenti alla giustizia riparativa e la revisione dei punti fondamentali è stata dialogata con studiosi del tema e ricercatori più maturi, come raccomanda la letteratura, ovvero uno sguardo per quanto possibile collettivo e multidisciplinare nella preparazione della traccia dell’intervista.

Non è eccessivo registrare che nel presente studio di impostazione qualitativa, la traccia dell’intervista guidava ogni passo verso il raggiungimento dei dati attesi, e trattandosi di intervista in profondità, il contenuto delle domante era espresso nell’interazione comunicativa nella fedeltà rispetto alla forma e successione delle domande (Pitrone, 2005) comunque con la flessibilità che richiedeva talvolta leggere adattazioni (Corbetta, 1999).

La base per la composizione della traccia di intervista utilizzata in questa ricerca è composta dallo studio della letteratura concernente ai temi e concetti centrali e dai dialoghi preliminari realizzati con gli studiosi punti di riferimento per i temi centrali (case study, dono, amore, beni relazionali, sistema penale, ecc.) con i quali si è aperto un dialogo importante.

La presentazione seguente vuole indicare le suddivisioni soggiacenti ai gruppi di domande, che compongono le sezioni sottostanti alla “struttura” della composizione della traccia di intervista, e che sono state concepite nella formulazione (Pitrone, 2002) con sui si propongono ed organizzate nella successione (Idem) mostrata, tenendo presente le finalità della presente ricerca:

1ª Sezione: presentazione del progetto di ricerca, dei suoi obiettivi informazione sulla privacy e la riservatezza dei dati:

* presentazione della ricerca in linee generali;

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* richiesta e ufficializzazione dell’autorizzazione di procedere il registro dell’intervista;

* rassicurazione sulle garanzie concernenti alla privacy presenti nelle legislazioni.

Questa prima sezione ha l’intenzione di rinforzare il senso della ricerca indicando all’intervistato l’importanza di essa ed i punti più importanti ai quali si vuol accedere (Corbetta, 1999), ovvero il quotidiano ed il senso della giustizia riparativa.

Inoltre a questo, la prima sezione rinforza nella persona intervistata il senso di sicurezza che crea uno spazio in cui si costruisce la fiducia necessaria al buon svolgimento dell’intervista (Tusini, 2006). Non esplicitare le garanzie di privacy potrebbe generare delle reazioni che rischierebbero di compromettere il contenuto delle risposte e delle informazioni in generale.

2ª Sezione: brani di storia di vita, conoscenza approfondita, rinforzo dello stabilimento di relazione di fiducia e empowerment dell’intervistato:

A. Come è avvenuto il suo incontro con la giustizia riparativa?

B. Come si svolge il suo ruolo nel percorso riparativo?

Nella seconda sezione la domanda sull’incontro con la giustizia riparativa fatto a un suo operatore crea uno spazio in cui, raccontando parte della sua vita, può sentirsi più al suo agio e questo potrebbe agevolare il rinforzo della relazione di fiducia nell’intervista. La domanda sul ruolo nella giustizia riparativa intenta di generare due effetti, il primo è lo empowerment poiché se si domanda sul suo ruolo ciò indica che ciò che l’intervistato fa è importante alla ricerca, ed il secondo effetto atteso sarebbe l’accesso a informazioni non previste rispetto le procedure della giustizia riparativa che potrebbero sorgere durante la risposta.

3ª Sezione: approcci diretti ai temi centrali, domante test (conferme o negazioni, coerenza o contradizioni)

C. Come le persone in conflitto con la Legge e che commettono reato giungono a conoscere la giustizia riparativa?

D. Nella sua percezione, perché le persone scelgono di fare il percorso riparativo?

E. Quali sono i reati più frequenti?

F. Nella sua percezione, quali sono le motivazioni che portano le persone che hanno commesso reato a proseguire in un percorso riparativo?

74 G. Il fatto di fare il percorso riparativo può produrre riduzione della pena e/o

provvedimenti giudiziari di privazione di libertà o di semi libertà?

H. Le persone che hanno commesso reato sono informate di quanto è stato risposto alla domanda precedente?

Con la terza sezione si raggiunge il cuore dell’intervista poiché l’intervistato è incoraggiato a esplicitare le informazioni e punti di vista centrali per la ricerca.

Particolare attenzione è stata data alla formulazione ed alla successione delle domande (Pitrone, 2006) pensate in modo a produrre un effetto di crescente apertura ai temi centrali, con “pause” di temi più oggettivi (domanda E) e ritorno a temi più approfonditi (domanda F), nell’intento di mantenere permanente tensione, però senza stancare o forzare l’intervistato. Le domande sono state pensate a partire dai concetti fondamentali del presente studio, come per esempio i concetti che compongono la teoria del dono e la prospettiva dell’amore sociale (riduzione o assenza di utilitarismo, come nelle domande D, F, G, H) e la continuazione della successione delle domande in modo discreto contiene possibilità di effettuare test in cui possono emergere conferme o contradizioni rispetto le ipotesi di ricerca, specialmente le domande sulle motivazioni delle persone in conflitto con la Legge (soprattutto la domanda G). La domanda G chiede su “perché si sceglie” di fare un percorso riparativo, e la domanda F chiede perché “continuano” poiché è un percorso impegnativo in cui l’offenssore vede con sempre maggiore chiarezza i risultati del suo reato in quanto sofferenza inflitta alla vittima e alla comunità. La domanda G è un vero test rispetto i livelli di utilitarismo poiché viene dopo e chiede su quali vantaggi l’offensore può raggiungere rispetto la pena. L’ultima domanda della terza sezione è un ulteriore test rispetto i concetti correlati ai temi centrali ovvero quali sono i tratti più forti rispetto i temi del dono o dell’amore sociale, dell’utilitarismo o della strategia. La prospettiva dei beni relazionali è verificata in modo trasversale in tutte le risposte dato che “beni relazionali”41 non sono esattamente un insieme concettuale consolidato ed articolato composto di proprietà caratteristiche specifiche in approccio sociologico, come il dono o l’amore sociale, ma sono realtà immateriali specifiche che sorgono nelle interazioni quotidiane e sodisfano esigenze relazionali primarie come: gioia, tranquillità, fiducia, amicizia, cooperazione, ecc.

41 Amore e gratuità compaiono nella letteratura come beni relazionali, però la sua composizione concettuale ha prospettive diverse da quelle sociologiche (Bruni, 2005; 2006a; 2006 b).

75 4ª Sezione: svolgimento concreto del percorso riparativo

I. Come avviene in pratica il “passo-dopo-passo” concreto del percorso riparativo?

La quarta sezione intenta di capire similitudini e differenze concrete nel percorso riparativo, il che è importante alla comprensione del fenomeno, e contemporaneamente essendo una domanda significativamente oggettiva che non esige forti livelli di profondità, rappresenta una pausa nella tensione di raggiungimento di informazioni più profonde ed impegnative

5ª Sezione: focus sul testimone privilegiato e sulla sua valutazione rispetto la giustizia riparativa

J. Da quanto tempo lavora con le pratiche riparative?

K. Quale è la sua percezione oggi della giustizia riparativa?

Nella quinta sezione un altro momento diempowerment quando il focus torna all’intervistato facendo si che non si senta semplicemente una fonte di informazioni ma soggetto considerato nella sua importanza nel processo, e in seguito si prova di raggiungere la sua percezione e dunque la sua valutazione sulla giustizia riparativa, il che permette il sorgimento di delle analisi critiche o informazioni nuove no previste nella letteratura o negli altri strumenti.

6ª Sezione: impatto della giustizia riparativa negli individui e nella comunità L. Ha notizie di persone che avendo fatto un percorso riparativo non hanno commesso

recidiva?

M. Ha notizie di persone che avendo fatto un percorso riparativo hanno voluto condurre una nuova vita a partire di questo stile di non violenza e costruzione di pace?

N. Ha notizie di persone che avendo fatto un percorso riparativo hanno voluto aiutare altre persone in conflitto con la Legge?

L’intervista, fatta nell’intensione di provocare un effetto di intensità e profondità crescenti, si conclude con la raccolta di informazioni di carattere più oggettivo ma che si ri-collegano anche concettualmente con i temi centrali del presente studio, ovvero possibili riflessi di reciproca influenza tra le tre dimensioni: micro-sociale (gli individui), meso-sociale (la comunità, i gruppi), macro-sociale (le Istituzioni). Le connessioni tra

76 le dimensioni sono menzionale nella letteratura metodologica sul case study (Gobo, 2021) e sono tema di dibattito tutt’ora aperto per i teorici del dono, dell’amore sociale e dei beni relazionali.